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marammè

Fabio Antoci nacque in quel di Ragusa, da allora vagolando e salendo salendo, l'amore lo fermò a Dresda dove nasconde i suoi misfatti dissoluti di Marammè sotto l'insospettabile copertura di light designer al Teatro dell'Opera.

Scrive musiche e testi in siciliano, a volte in italiano. Per il resto del tempo tace.

Mario Sollazzo è nato a Napoli. Ha studiato musica e filosofia e ricevuto per questo diplomi ed onorificenze in varie istituzioni in giro per l'Europa. Anch'egli vive sotto copertura (per coprire le turpi perversioni di Marammè) come insospettabile docente di conservatorio.

Anna Rita Maria Maddalena Pili da Lanusei nacque per cantare. Studiò dunque canto sul continente. La sua doppia esistenza per coprire le nefandezze di Marammè ha dell'indicibile. Si definisce selvatica.

Letizia Turini da Collesalvetti (quasi Livorno) suona flauti di tutte le forme e misure moderni ed antichi. Anche lei vive una doppia vita che insospettabilmente la porta a suonare in orchestre ed insegnare in scuole la cui fama è pari solo al delirio di Marammè.

Johannes Gries, chiamato "Semolino" nei circoli riservati che frequenta, suona qualsiasi cosa abbia un suono indefinito. E' creatore ed inventore del "Marranzano Polifonico", un diabolico strumento che viene rivelato al mondo solo nei concerti di Marammè.

Dalle profonde steppe della Sassonia proviene Ha-Lu, il Germano della truppa. Anch'egli membro di onorabilissime realtà musicali non disdegna di perdere un poco della sua aristocrazia musicale con Marammè, sin dai suoi primordi.


 

Hannes Lingens è una fonte inesauribile di musica ed ha una relazione con Marammè addirittura dal primo concerto del gruppo. Và e viene come un amante distratto.